venerdì 19 novembre 2010

La ricostruzione in Wenchuan (China)

ABSTRACT - Alle 14:28 del 12 maggio 2008 un terremoto di magnitudo 8.0 della scala Richter ha colpito la Regione dello Wenchuan in Cina, provocando la morte accertata di circa 69.226 persone e la scomparsa di altre 17.923; 374.643 i feriti; milioni i senzatetto. Numerose città sono state devastate e un largo numero di villaggi rurali completamente rasi al suolo. Dalle dimensioni del fenomeno è facile intuire quanto possa essere difficoltoso il processo di ricostruzione. A distanza di quasi tre anni molte cose sono state fatte, ed altre sono avviate per promuovere la ripresa e la ricostruzione dei territori colpiti. In questo paper si da conto dei contenuti dei principali strumenti di pianificazione predisposti per far fronte all'emergenza, in particolare il Rapporto “Overall Planning for Post-Wenchuan Earthquake Restoration”, elaborato dal “National Development and Reform Committee” (NDRC) del Governo centrale cinese, lo strumento che forse più di ogni altro ha saputo tracciare la strada dell’intero processo di ricostruzione. (continua)
RIF. BIBLIO. - Paolo Fusero, "Apprendere dall'esperienza", in A. Clementi e P. Fusero (a cura di) Ricominciare dall'Abruzzo, Actar-D List, Barcelona (Spain) 2010 - ISBN 978-88-95623-47-4

martedì 4 maggio 2010

Digital Urban Planning

ABSTRACT - La diffusione delle ICT sta profondamente modificando i sistemi di relazione e molte attività delle società più avanzate, basti pensare all’home banking, all’e-commerce, all’e-government, al trading on-line, etc. Nel campo delle scienze urbanistiche sembra però esistere un’inerzia iniziale che contrasta la messa a punto di nuove metodologie e di nuovi strumenti. Attualmente, all’interno dei processi di governo del territorio, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione vengono utilizzate in maniera ridotta rispetto alle loro potenzialità, limitandosi perlopiù al solo livello rappresentativo. Il paper indica la strada verso un utilizzo più complesso delle ICT nel campo della progettazione urbana e territoriale, distinguendo le operazioni che hanno subito cambiamenti (anche sostanziali) nel passaggio dalle metodologie tradizionali a quelle digitali, da quelle che invece sono rese possibili solo attraverso l'utilizzo delle ICT e che quindi rappresentano un livello innovativo ancora più avanzato. (
RIF. BIBLIO. - Paolo Fusero, E-city: digital network and city of the future, Actar-D List, Barcelona (Spain) 2008 - ISBN: 978-88-95623-06-1

martedì 6 aprile 2010

L'Aquila un anno dopo

ABSTRACT - E’ passato un anno dal 6 aprile 2009 quando in piena notte, alle 03:32, un sisma di intensità pari a 5,8 della scala Richter ha colpito L’Aquila e la sua Provincia. L'evento è stato preceduto da una lunga serie di scosse iniziate a dicembre 2008 e protrattesi con intensità sempre crescente fino al terremoto di inizio aprile che ha causato la morte di 308 persone e ha cambiato la vita a moltissime altre. Anche i danni al patrimonio edilizio risultano evidenti fin dalle prime ore: il 32% degli edifici privati sono inagibili, così come il 21% di quelli pubblici e il 54% del patrimonio storico artistico. Alla fine di aprile circa 67.500 persone che hanno perduto la casa sono assistite dalla Protezione civile nei campi di accoglienza, negli alberghi della costa, o in altre situazioni abitative di fortuna. Nel corso dell’estate si aprono i cantieri del Piano C.A.S.E. e del Piano M.A.P, che con tempi rapidissimi offrono una soluzione abitativa confortevole a molti sfollati, ma ancora oggi a L'Aquila ci sono 2.455 persone che vivono negli alberghi, 622 negli appartamenti della scuola della Guardia di Finanza e 146 nella caserma Campomizzi. Gli alberghi sulla costa ne ospitano ancora 1.850 e altri 680 aquilani alloggiano in appartamenti lungo il litorale. A distanza di un anno dal sisma è quindi tempo di fare un bilancio scientifico sul processo di ricostruzione, valutandone luci ed ombre con l'intento costruttivo di tenere alta la tensione. Nelle note che seguono, dopo una rapida descrizione del modello posto in essere dalla Protezione Civile italiana, vengono analizzati i risultati raggiunti rispetto a tre obiettivi prioritari, l’emergenza abitativa, il recupero del patrimonio storico e la rinascita delle economie locali, riflettendo su alcuni rischi che si sono venuti a determinare ed alcune attenzioni che sarà opportuno prestare, nella consapevolezza che non si può ancora cantare vittoria per quanto di buono è certamente stato fatto, fin tanto che i tre obiettivi citati non saranno pienamente raggiunti. (continua)

RIF. BIBLIO. - Paolo FUSERO,
"Un primo bilancio della ricostruzione in Abruzzo". Urbanistica Informazioni n. 230, marzo-aprile. ISSN 0392-5005. pp. 23-26.